
NOTES | Altro che made in Italy, siamo secondi al mondo per trasferimenti internazionali
Le belle promesse primaverili, subito dopo la sconfitta dell’Italia di Gattuso contro la Bosnia, sono scomparse nel nulla, disintegrate dall’ennesima sessione di calciomercato folle, dove il made in Italy è pura utopia.
Il nuovo report dellaFIFA sul mercato dei trasferimenti nella sessione stiva 2026, certifica ancora una volta una verità che il sistema calcio italiano si ostina a ignorare: la Serie A spende cifre fuori scala rispetto alla sua reale competitività economica e sportiva. Mentre i club arrancano tra bilanci fragili, stadi obsoleti e ricavi stagnanti, l’Italia si piazza al secondo posto al mondo per spesa nei trasferimenti internazionali, dietro soltanto all’Inghilterra.
Secondo il report FIFA, i club inglesi dominano il mercato internazionale con oltre 3,02 miliardi di dollari investiti.Subito dietro, sorprendentemente (o forse no), c’è l’Italia: 1,1 miliardi di dollari spesi per acquistare giocatori dall’estero. Una cifra enorme per un campionato che da anni denuncia problemi economici profondi.
Top 10 mondiale per spesa nei trasferimenti internazionali
- Inghilterra - 3,02 miliardi
- Italia - 1,1 miliardi
- Spagna - 940 milioni
- Germania - 904 milioni
- Francia - 641 milioni
- Turchia - 514 milioni
- Arabia Saudita - 407 milioni
- Portogallo - 301 milioni
- Belgio - 258 milioni
- Grecia - 189 milioni
L’Italia spende più di Spagna e Germania: campionati che generano ricavi superiori, hanno stadi moderni e un prodotto televisivo più competitivo. Un’anomalia evidente.
Il dato italiano diventa ancora più preoccupante se confrontato con gli incassi dai trasferimenti internazionali: solo 593 milioni di dollari. In pratica, la Serie A spende il doppio di quanto incassa. Il Parma è un’eccezione dato che il saldo dell’ultima sessione di mercato sfiora i 50 milioni di euro (leggi qui), indipendentemente dal numero di trasferimenti internazionali.
Top 10 mondiale per incassi dai trasferimenti internazionali
- Francia - 1,7 miliardi
- Inghilterra - 1,43 miliardi
- Germania - 1,02 miliardi
- Spagna - 773 milioni
- Portogallo - 642 milioni
- Italia - 593 milioni
- Belgio - 515 milioni
- Olanda - 405 milioni
- Brasile - 212 milioni
- Danimarca - 194 milioni
La Francia incassa quasi tre volte rispetto all’Italia. Il Portogallo, con un campionato meno ricco e prestigioso, supera la Serie A. Il Belgio è a un passo dai club italiani.
In definitiva: l’Inghilterra spende moltissimo, ma ha ricavi enormi; la Germania investe meno, ma ha bilanci solidi e stadi moderni; la Spagna alterna cicli, ma genera valore reale; la Francia vende tantissimo e reinveste con criterio; il Portogallo è una macchina da ricavi grazie ai giovani. L’Italia, invece, spende come una big e incassa come una medio-piccola.
